IT - 2

Mediterranean Affairs

 

Infrastrutture

Quando si parla di Mar Mediterraneo si pensa solanto al mare come via di comunicazione marittima, senza considerare i suoi abissi, lo spazio sovrastante e i suoi confini.
Infatti, il grado di attrattività di questa zona blue (Blue Economy) risulta essere tra le più alte al mondo !
I Governi di tutto il mondo hanno acceso i riflettori su questa area per motivi energetici, commerciali, scientifici e altro.

 

 

 

Progetto Tunita:

Un ponte energetico tra Europa e Africa: è l'interconnessione Italia-Tunisia

Partanna (in provincia di Trapani) - Capo Bon (Tunisia).

A luglio 2024 il Governo tunisino ha autorizzato l’interconnessione elettrica tra Tunisia e Italia. La parte italiana dell’opera è stata autorizzata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con decreto del 10 maggio 2024. Nell’agosto del 2023 Terna e Steg hanno firmato con la Commissione europea il Grant Agreement che dà il via al finanziamento di 307 milioni di euro destinato all’interconnessione tra Italia e Tunisia. Un ulteriore passo in avanti verso la realizzazione del primo collegamento elettrico in corrente continua tra Europa e Africa. Per la prima volta i fondi comunitari Connecting Europe Facility sono stati assegnati a un’opera infrastrutturale sviluppata da uno Stato Membro e da uno Stato Terzo. Nel giugno del 2023 la Banca mondiale ha approvato un finanziamento di 268,4 milioni di dollari alla Tunisia per il progetto ELMED, in parte dedicato alla realizzazione della stazione di conversione (inclusa nel perimetro di progetto finanziato dal CEF) e in parte dedicato ai rinforzi interni di rete funzionali all’esercizio dell’interconnessione. L’accordo rientra nel quadro del partenariato tra Tunisia e Banca mondiale per il periodo 2023-2027. Il progetto costituisce il primo pilastro della nuova partnership tra la Tunisia e la Banca mondiale, rappresenta un punto di svolta nel settore energetico tunisino, aprendo le porte a futuri investimenti e iniziative nel settore energetico.

 

Progetto Medusa:

Una autostrada di cavi sottomarini avvicinerà l' Europa all' Africa

L’operazione da 342 milioni per favorire il traffico dati fra le due sponde del Mediterraneo rientra nella strategia di Bruxelles di contrasto alla Via della Seta. Coinvolti Algeria, Egitto, Marocco, Tunisia e cinque Paesi europei, fra cui l’Italia.

Migliorare la connettività digitale fra Unione europea e Nord Africa. Entro il 2025 un’autostrada di cavi sottomarini collegherà le due sponde del Mediterraneo. A Bruxelles l’hanno chiamato “Progetto Medusa”. Si tratta di un programma strategico che coinvolgerà cinque Paesi dell’Unione – Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Cipro – e quattro nordafricani: Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia.

L’operazione, per la quale è previsto un investimento complessivo di 342 milioni (sono già disponibili un prestito di 100 milioni della Banca europea degli investimenti e un primo finanziamento comunitario di 40 milioni), è una delle risposte europee alla Nuova Via della Seta cinese.

Non a caso, è stata inserita nella Global Gateway Strategy, il piano da 320 milioni varato dal governo di Bruxelles per contrastare l’avanzata cinese.

 

I cavi sottomarini

L’intervento prenderà corpo con la costruzione di un sistema di cavi sottomarini di 7.100 chilometri. Oltre che tecnologicamente avanzata, la nuova autostrada rappresenterà una valida alternativa alle infrastrutture esistenti. A cominciare da quelle che collegano l’Africa all’Europa attraverso il Mar Rosso e il Medio Oriente, che negli ultimi tempi sono particolarmente esposte ad attacchi o danni che potrebbero mettere a rischio la connettività fra diverse aree del mondo. Il progetto Medusa consentirà anche di potenziare le reti della pubblica amministrazione e di ricerca del Nord Africa, migliorando le comunicazioni con l’Europa. Una svolta anche dal punto di vista socio-economico: a trarne beneficio, infatti, potrebbero essere anche i traffici commerciali fra le due sponde del Mediterraneo, attualmente poco sviluppati. La possibilità di disporre di una rete veloce ed efficiente per il traffico dati favorirà, inoltre, le relazioni politiche e commerciali fra i quattro Paesi nordafricani coinvolti, rispondendo anche alla domanda di connettività di una popolazione che complessivamente supera i 200 milioni di persone, la metà delle quali sono under 35.

 

 

La tecnologia dietro i cavi sottomarini e MAREA

 

La realizzazione di queste infrastrutture richiede tecnologie all’avanguardia e una progettazione ingegneristica di precisione.
I cavi sono progettati per resistere a condizioni estreme come forti correnti, movimenti tettonici, freddo e pressione, grazie a diversi strati protettivi.
All’interno, filamenti di fibra ottica sottili come capelli trasmettono dati ad altissima velocità: da 10 a 100 gigabit al secondo.
Ci sono poi alcuni cavi più recenti che possono raggiungere velocità astronomiche: è il caso del cavo MAREA che connette Europa e Stati Uniti.
Proprietà dei colossi aziendali Google, Amazon, Microsoft e Facebook, MAREA permette il trasferimento dei dati tra i due continenti ad una velocità mai raggiunta fino ad oggi: 224 Tbps (terabit per secondo), per intenderci più di 100 milioni di video in alta definizione al secondo.

 

 

Tunnel - Fehmarnbelt

La cerimonia per l’inizio dei lavori si era tenuta il 29 novembre 2021, ma solo a dicembre 2023 è diventato ufficialmente operativo, sulla sponda tedesca, il cantiere per il collegamento dello Fehmarnbelt, previsto e pianificato da tempo ma frenato più da ritardi politici che da aspetti tecnici, e questo sfasamento di date lo dimostra.

Il futuro tunnel sottomarino tra la Germania e la Danimarca è lungo 18,2 chilometri e collegherà l'isola tedesca di Fehmarn con quella danese di Lolland. L’attraversamento, il più lungo al mondo per questa tipologia di soluzione, comprende un’autostrada a quattro corsie e una ferrovia a due binari, e secondo le previsioni, ora confermate, dovrebbe essere operativo nel 2029, nonostante i lavori ripetutamente rinviati sono stati avviati solo a fine 2023.

Il collegamento transfrontaliero rivoluzionerà i trasporti, rendendo tutta la vasta area scandinava raggiungibile senza la necessità del trasbordo legato ai tempi e alle incognite dell’attuale traghettamento, oppure a lunghe deviazioni, come i treni merci che eviteranno di allungare il percorso di 160 chilometri attraverso la Danimarca.

Una volta realizzato, lo Fehmarnbelt andrà a comporre un lato dell’ideale ipsilon rovesciata costituita dal ponte-tunnel di Øresund e dal collegamento fisso del Grande Belt. Non a caso, mentre la Germania è sempre stata piuttosto tiepida su questa infrastruttura, la Danimarca ha continuato a fare pressioni perché il progetto decollasse.

Secondo le previsioni di Deutsche Bahn il nuovo collegamento ferroviario avrà una capacità di una settantina di treni merci al giorno, ai quali si aggiungeranno ulteriori trenta treni dal porto baltico di Travemünde. L’orizzonte del 2029 anche se non è proprio dietro l’angolo fa emergere l’esigenza ormai inderogabile di potenziare le linee ferroviarie di accesso al nuovo collegamento sottomarino.

Contestualmente all’avvio dei lavori sul lato tedesco dello Fehmarnbelt, le DB hanno avviato l’ammodernamento della ferrovia che corre per 11,4 chilometri lungo l’isola di Fehmarn che sarà portata a due binari. Più impegnativi saranno i lavori per il collegamento ferroviario dalla terraferma tedesca a Lubecca. Qui è prevista, a partire dal 2026, la costruzione di una nuova linea lunga 55 chilometri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eccco un elenco indicativo

e non esaustivo delle infrastrutture:

 

Tunnel sottomarini;

>>> https://www.youtube.com/watch?v=zf7C5DiEVpA

>>> https://www.teknoring.com/news/infrastrutture/stretto-di-messina-un-tunnel-subalveo-in-alternativa-al-ponte/

 

Galleria Autostradale Subacquea;

 

 

Tunnel Subportuale;

 

>>> https://www.autostrade.it/it/tunnelsubportualedigenova

>>> https://www.autostrade.it/it/comunicazione-e-media/comunicati-stampa-corporate/-/bulletin/view/77015d9e-56b4-4932-bce8-40a0fd602afd

>>> https://www.cdt.ch/news/mondo/ecco-il-tunnel-sottomarino-di-genova-e-il-piu-grande-in-europa-per-diametro-344732

 

Cavi sottomarini per la distribuzione dell'energia elettrica;

 

Cavi sottomarini per la connettività Internet;

 

Stazioni di generazione energetica lungo le coste;

 

Acquacoltura;

 

Parchi marini;

 

Osservatori astronomici per la meteriologia cosmica.

 

 

 

NOTA BENE

Elenco in via di aggiornamento