Nel dopoguerra Enrico Mattei costruì una politica energetica autonoma "sfidando il monopolio delle grandi compagnie petrolifere occidentali", le cosiddette "Sette sorelle".
Enrico Mattei aveva puntato su accordi diretti con Paesi produttori, dall'Unione Sovietica al Medio Oriente, proponendo una redistribuzione più equa dei profitti e relazioni "paritetiche".
Una strategia che, mirava cioè a emancipare l'Italia dalle dipendenze geopolitiche.
Eni nasce il 10 febbraio 1953 come Ente Nazionale Idrocarburi. Il nuovo ente pubblico ha il compito di ricostruire la politica energetica del Paese.
A guidarlo è Enrico Mattei, imprenditore, deputato ed ex comandante partigiano.
Eni diventa il motore del boom economico italiano.
2026
Piano Mattei
Allargamento delle Nazioni
18 Nazioni
Dalle 9 Nazioni della fase di avvio il Piano coinvolge ora 18 Nazioni, secondo una logica incrementale che punta allo sviluppo dell’intero Continente africano.
Il Piano Mattei conta al momento 18 Paesi prioritari.
Di questi, 14 – Algeria, Congo, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Kenya, Marocco, Mozambico e Tunisia fin dalle prime battute, poi nel 2025 Angola, Ghana, Mauritania, Senegal e Tanzania – sono “ufficiali”, nel senso che sono nominati all’interno della relazione al parlamento sull’avanzamento del piano.
€5,5 Miliardi
Dotazione iniziale del Piano con una combinazione di crediti, contributi a fondo perduto e garanzie e specifici strumenti finanziari nazionali e multilaterali che mobilitano risorse pubbliche e private.
76 Progetti in corso
Interventi operativi improntati alla sostenibilità, alla replicabilità e alla multidimensionalità, al fine di produrre risultati concreti, misurabili e duraturi nel tempo.
Global Gateway is a new European strategy to boost smart, clean and secure links in digital, energy and transport sectors and to strengthen health, education and research systems across the world. The European Commission and the EU High Representative launched it in 2021.
Piano Mattei, Italia e Ue stringono accordi da 1,2 miliardi di euro per progetti in Africa
14 paesi e i leader della comunità africana riuniti a Villa Pamphili, partnership su infrastrutture e IA per lo sviluppo sostenibile. Meloni: "Un patto tra nazioni libere che scelgono di cooperare perché credono nei valori della dignità e del lavoro"
I principali Paesi target del Piano Mattei:
Algeria, Angola, Costa d'Avorio, Egitto, Etiopia, Ghana, Kenya, Mauritania, Marocco, Mozambico, Repubblica del Congo, Senegal, Tanzania, Tunisia
Il Piano Mattei per l'Africa è il progetto strategico di diplomazia, cooperazione allo sviluppo e investimento dell'Italia per rafforzare e rinnovare i legami con il continente, che si basa su un approccio globale e non predatorio.
Il Piano prevede sia lo sviluppo di nuovi progetti che il sostegno attivo ad iniziative già in corso, condividendo con gli Stati africani le fasi di elaborazione, definizione e attuazione, con l'obiettivo di portare un effettivo valore aggiunto alla popolazione locale.
Prima Fase
Il Governo ha individuato per la prima fase 9 Paesi pilota (Egitto, Tunisia, Algeria, Marocco, Costa d'Avorio, Mozambico, Repubblica del Congo, Etiopia e Kenya), a cui sono stati aggiunti 5 ulteriori Paesi (Angola, Ghana, Mauritania, Tanzania e Senegal) a gennaio 2025, per azioni concrete lungo sei settori di intervento: sanità, istruzione/formazione, agricoltura, acqua, energia ed infrastrutture. Inoltre, potranno essere sviluppate iniziative anche in altri ambiti, a partire dal settore cultura e dello sport. Tra le linee guida del Presidente Meloni vi è la volontà di evitare la frammentazione degli interventi, favorendo la messa a sistema, l'espansione di scala e la multidimensionalità dei progetti, per assicurarne la massima efficacia ed efficienza.
Promosso dalla Presidenza del Consiglio, il Piano è stato formalizzato nel novembre 2023 con decreto convertito in legge nel gennaio 2024, che ha creato una Cabina di Regia, con il compito di coordinare le attività svolte, nell'ambito delle rispettive competenze, dalle amministrazioni pubbliche italiane.
La Cabina è composta dai Ministeri interessati e altri soggetti, a cui si sono aggiunti enti pubblici e privati, terzo settore e società partecipate con un DPCM del 6 marzo 2024. Tra di essi, vi sono: il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), la Consulta dei Presidenti degli Enti di Ricerca (ConPER), la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI). Si sono tenute quattro riunioni della Cabina di Regia, nelle date 15 marzo, 24 aprile e 10 ottobre 2024 e 19 maggio 2025.
Il cronoprogramma del Piano prevede la realizzazione di visite da parte della Struttura di Missione nei Paesi selezionati per condividere il programma e l'avvio dei primi progetti pilota entro il primo semestre 2024. Lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sul Piano Mattei ha ottenuto il parere favorevole delle commissioni Affari esteri della Camera dei Deputati e del Senato. Ad ottobre 2024, la struttura di missione per l’attuazione del Piano Mattei ha trasmesso al Parlamento la prima relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano. È in corso di stesura la seconda relazione annuale.
Il contributo del Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) risulta determinante non solo per l'attuazione degli interventi in materia di alta formazione (escludendo le attività professionali relative al vocational training, di competenza del Ministero dell'Istruzione e del Merito), ma anche per il contributo che atenei ed enti pubblici di ricerca possono dare alle altre aree prioritarie, grazie a solide competenze in materia di ricerca applicata e innovazione.
L'implementazione del Piano prevede il coinvolgimento di tutte le energie che il Sistema-Paese Italia può offrire e, quindi, non solo di università ed enti di ricerca pubblici, ma anche del mondo privato. La comunità della formazione superiore e della ricerca italiana può contare su un grande contributo del mondo privato, a partire da grandi imprese, associazioni, atenei ed enti di ricerca privati che operano da anni nel contesto africano.
Il MUR vuole agire da punto di raccordo e sintesi di tutte queste attività in tema di formazione superiore e ricerca che l'Italia può offrire all'Africa, che sono alla base di un solido sviluppo economico e professionale dei Paesi target della strategia italiana. Le iniziative concepite dal MUR mirano a rispondere a necessità specifiche dei Paesi guardando sia al patrimonio di esperienze che l'Italia può offrire, che alla situazione “sul campo”.
Per promuovere le azioni concrete sono state messe in campo visite e incontri internazionali del Ministro. Ad aprile 2024 si è tenuta una visita in Tunisia al seguito del Presidente Meloni, nel mese di maggio una visita del Ministro in Algeria ed una in Libia nuovamente al seguito del Presidente Meloni, e nel mese di giugno una visita del Ministro in Marocco. A gennaio 2025 si è tenuta una visita del Ministro in Etiopia. In occasione di queste visite sono stati sottoscritti Memorandum of Understanding (MoU) su alta formazione e ricerca con Tunisia, Algeria e Marocco e Joint Declaration con Etiopia e Libia. In base a tali MoU sono già stati pubblicati bandi per il co-finanziamento di progetti congiunti con Algeria e Tunisia. Sono state poi ospitate presso il MUR, rispettivamente a novembre 2024 e maggio 2025, delegazioni ministeriali del Sudafrica e della Repubblica Democratica del Congo, con cui si prevede di avviare delle collaborazioni. Nell’ambito della Presidenza italiana del G7 nel 2024 l’Africa è stata inserita tra le priorità del settore scienza e tecnologia coordinato dal MUR. Ne è derivato un bando dedicato per il finanziamento di progetti di collaborazione. Grazie ai bandi PNRR TNE e AFAM sono stati finanziati progetti che coinvolgono università e AFAM africani per complessivi 43 milioni di Euro.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, interviene al Summit of the Future nell'ambito dei lavori della 79ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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"... Summit of the Future..."
Enrico Mattei
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"... siamo riusciti a rompere ... questo cartello..."
Piano Mattei - Governo Meloni
"L'Africa è un continente che può e deve stupire,
ma ha bisogno di poter competere ad armi pari nel contesto globale".
Il 29 gennaio 2024, la presidente Giorgia Meloni, nell’Aula del Senato della Repubblica ha presentato il cosiddetto Piano Mattei, di fronte a una platea composita, tra cui rappresentanti di 46 paesi e di 25 leader provenienti dal continente africano, tra cui anche il presidente dell’Unione Africana.
Con l’occasione, Giorgia Meloni ha presentato pubblicamente la visione che ispira il Piano Mattei, il progetto con cui il governo vuole ridisegnare
i rapporti con il continente sulla base di una collaborazione “da pari a pari”.
Il Piano Mattei, così com’è stato presentato a gennaio 2024, raccoglie progetti di cooperazione gestiti da aziende italiane in nove Paesi africani, sotto l’egida
di una cabina di regia che risponde direttamente alla Presidenza del Consiglio, per una durata pianificata di quattro anni1.
Nella prima formulazione del piano sono stati indicati cinque “pilastri” (Istruzione e Formazione, Salute, Agricoltura, Acqua ed Energia) – a cui successivamente ne è stato aggiunto un sesto, quello delle infrastrutture fisiche e digitali.
E rimangono indefiniti i criteri attraverso cui vengono selezionati i progetti effettivamente inclusi nel Piano: finora ha prevalso la scelta di aziende e attività già presenti sul territorio e che dunque possano fare auspicabilmente da apripista per future iniziative.
Il Piano Mattei, quindi, è focalizzato al rafforzamento dell’immagine italiana presso gli interlocutori africani, soprattutto istituzionali.
Tra febbraio e novembre 2024 si sono svolte le audizioni di soggetti rilevanti, che vanno dalla Conferenza dei rettori delle Università italiane (Crui)
fino all’Associazione nazionale costruttori edili (Ance).
E' stato pubblicato la prima documentazione relativa al Piano, contenente schede per i Paesi coinvolti e i progetti.
Questi materiali sono confluiti, da ultimo, nella relazione sullo stato di attuazione trasmessa alle Camere l’11 novembre, che ha dato conto di 21 progetti, in varie fasi di attuazione.
Vantaggio Mediterraneo Competitivo
Il Piano Mattei ha un enorme "Vantaggio Mediterraneo Competitivo" con quei paesi della fascia mediterranea che con l’Italia hanno
storicamente un rapporto più radicato. Anzitutto, l’Italia beneficia di una “Rendita di Posizione”, legata a una presenza imprenditoriale in alcuni Paesi africani, specie sulle sponde del Mar Mediterraneo, percepita come capace di “comprendere ed affrontare situazioni complesse e difficili”.
Formazione in Africa
Inoltre, il Piano Mattei, con il suo interesse dichiarato per la formazione di nuove professionalità nel continente, intende trasferire know how e competenze, in modo da creare una nuova leadership africano e nel contempo frenare e almeno rallentare il flusso migratorio verso l' Italia.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 novembre 2023, n. 161, recante disposizioni urgenti per il «Piano Mattei» per lo sviluppo in Stati del Continente africano.